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EMOZIONI

Accoglienza in classe prima : “il calore di un bacio”

Il primo giorno di scuola ho letto un piccolo libricino (è scritto solo in inglese ) che narra di un piccolo procione spaventato per il primo giorno di scuola, la madre per tranquillizzarlo gli dà un bacio nella mano e gli dice che se a scuola sentirà la sua mancanza, basterà aprire la mano e tutto il calore del bacio dei genitori lo tranquillizzerà.

La storia mi sembrava davvero adatta per essere raccontata ai miei alunni e ai loro genitori !

Su Amazon ho comprato sia il libricino sia un peluche che poi è diventato la mascotte della classe.

Alla fine del racconto ho consegnato ad ogni bambino un cuore rosso da dare ai propri genitori presenti in classe per scriverci una dedica.


Ogni bambino sul proprio quaderno ha realizzato, con questo prezioso cuore , la propria “copertina”, ricalcando  l’impronta della propria mano e incollando al centro il cuore.


Alcuni bambini, durante i primi giorni di scuola, quando si sentivano malinconici, cercavano il cuore sul quaderno per tranquillizzarsi!

Il video (in inglese) del racconto:

Nei giorni successivi ho fotocopiato delle vignette e in classe abbiamo giocato a  ricostruire la storia, in primis l’abbiamo drammatizzata e poi ognuno sul proprio quaderno ha incollato le 3 sequenze nell’ordine giusto.

Le sequenze sono state prese su Pinterest . (A questo link c’è la mia bacheca dedicata all’accoglienza: https://it.pinterest.com/gabriellananni/accoglienza/ )

Buon primo giorno di scuola a tutti!

Salvato da theeducationcenter.com

La scatola della rabbia . Risolvere i conflitti in classe prima

La lettura del libro “Litigare con metodo” di Daniele Novara mi ha fatto venire la voglia di provare in classe la SCATOLA DELLA RABBIA , un metodo per cercare di convogliare e risolvere i mille conflitti piccoli e grandi che , specialmente nella classe prima della scuola primaria, sono all’ordine del giorno.

Si arriva alla costruzione della scatola solo dopo una lunga chiacchierata in classe , infatti devono essere i bambini a scegliere il contenitore, a dargli un nome , a personalizzarlo con la loro creatività. La Scatola della Rabbia deve essere di tutti,quindi la decisione va presa dal gruppo, tenendo conto che ognuno si deve ritrovare nella scelta del contenitore altrimenti non sarà facile affidarsi e mettere simbolicamente la propria rabbia in una scatola che non ci rispecchia e non abbiamo scelto.

Nelle mie due classi , ad esempio i bambini hanno scelto due nomi totalmente differenti , ponendo l’accento su due momenti diversi :

  • la scatola della Pace  (in una classe)
  • la scatola del litigio rabbioso (altra classe)

Finalità della scatola della Rabbia è l’esplicitazione condivisa del carico emotivo legato alla rabbia da parte dei bambini facendo sì che si attivino in prima persona e riconoscano il proprio vissuto.

“La scatola della Rabbia offre un luogo e un tempo in cui dar voce a quel vulcano nella pancia che raramente può essere interrogato dopo un’eruzione; cerca di rendere più consapevoli i piccoli dei loro sentimenti attraverso la lettura dei segnali forniti dal proprio corpo; li coinvolge in una rielaborazione narrativa e grafica.” (Daniele Novara)

MODALITA’ DI UTILIZZO:

I bambini , durante l’anno scolastico, avevano acquisito la seguente ritualità: se litigavano , potevano uscire, prendendo la scatola (all’interno vi erano biglietti sia bianchi che quelli compilati nei litigi precedenti e alcune matite) e andare da soli in un’auletta di fronte la loro aula e scrivere sul foglio le motivazioni del litigio e le loro emozioni.  Alla fine della compilazione i bambini leggevano ad alta voce quello che avevano scritto e cercavano di fare pace.

Posso affermare che molti conflitti in questo modo sono stati risolti molto più velocemente e facilmente.